giovedì 8 novembre 2007

piano regolatore e assetto idrogeologico

Nella pubblicazione di un interessante commento ad un vecchio post sul piano regolatore si sono persi i link alle pagine esterne, visto che il commento anche se anonimo è molto interessante lo ripubblico come post a sè.

0) Conviene tenere presente struttura e compiti istituzionali dell'Autorità di Bacino del Fiume Po (acronimo AdbPo, ma presto cambierà)
http://www.adbpo.it/
Conviene tenere presente anche che, come molti altri atti di pianificazione, avviene: a) l'adozione del progetto e la pubblicazione, b) la raccolta delle osservazioni degli interessati c) l'adozione definitiva. Tranne nel caso dei provvedimenti straordinari.

1) Si parte dalla legge 18 maggio 1989, n. 183 che introduce "i piani di bacino" e che prevede "... che i piani di bacino idrografico possano
essere redatti e approvati anche per sottobacini o per stralci ...".
Significa che ad oggi il piano di bacino è un "puzzle" con una numerosità di tessere che aumenta sempre più e le tessere sono i molti atti del C.I. (Comitato Istituzionale), S.T. (Segreteria Tecnica), S.G. (Segreteria Generale), C.T. (Comitato Tecnico) S.T.O. (Segreteria Tecnico
Operativa), Commissioni e sottocommissioni.
Per una visione "bastevole" http://www.regione.piemonte.it/sit/argomenti/difesasuolo/pianificazione/varianti.htm

2) La sonnecchiosa AdbPo venne scossa dall'alluvione del 1994 e sull'onda emotiva venne approvato lo stralcio chiamata "PS45"
http://www.adbpo.it/on-line/ADBPO/Home/Pianificazione/Pianistraordinariapprovati/PianostralcioripristinoassettoidraulicoPS45.html. oppure
alla pagina http://www.adbpo.it/on-line/ADBPO/Home/Pianificazione/Pianistraordinariapprovati/PianostralcioripristinoassettoidraulicoPS45/docCatPianovigente.162.1.100.1.html
Dal punto di vista territoriale il PS45 è limitato al Tanaro ed all'asta del Po ma è prodromico per quello che venne dopo.

3) Senza clamore con deliberazione n. 26 del 11 dicembre 1997 il C.I. adotta il piano stralcio delle fasce fluviali "PSFF".
Cosa contiene il PSFF?:
Sostanzialmente la definizione di "fasce fluviali", tavole grafiche alla scala 1:25.000 e 1:10.000 di delimitazione delle fasce fluviali e Norme di Attuazione, sono soprattutto le NTA che interessano in quanto cogenti e da recepire "tal quali".
Dal punto di vista geografico il PSFF non interessa l'Agogna ma le NTA adottate sono più o meno quelle che poi si ritrovano nel PAI
attualmente vigenti.
Nella pagina del PSFF è interessante osservare come il PSFF non è "rigido" ma in continuo mutamento a seguito di "varianti". Tale
impostazione è definita come "piano-processo" ed è comune a tutti gli atti di pianificazione stralcio del Piano di Bacino. Quindi se i piani sono modificabili il "focus" si sposta sulle procedure tecnico-politiche con cui ciò avviene perchè se si sbaglia si rischia la bocciatura della proposta di variante (potrebbe essere quello che è avvenuto a borgomanero)
http://www.adbpo.it/on-line/ADBPO/Home/Pianificazione/Pianistralcioapprovati/PianoStralciodelleFasceFluvialiPSFF.html
4) Altro impulso fu l'evento di Sarno in seguito al quale venne approvato lo stralcio noto come "PS267" (legge del 3 agosto 1998, n. 267)
http://www.adbpo.it/on-line/ADBPO/Home/Pianificazione/Pianistraordinariapprovati/PianostraordinarioperleareearischioidrogeologicomoltoelevatoPS267.html
Sintetizzo molto ma il PS267 ha criteri di impostazione definiti in funzione delle linee generali di azione fissate dal Piano stralcio per l’Assetto
Idrogeologico (PAI) (allora in gestazione, cioè AdbPo si è preoccupata che quanto anticipato con il PS267 nel 1998 risultasse coerente con il PAI adottato nel 1999 e approvato nel 2001. Il PS 267 è stato approvato con deliberazione del Comitato Istituzionale n. 14 del 26 ottobre 1999;
con successive deliberazioni n. 20, in data 26 aprile 2001, e n. 5, del 3 marzo 2004, il Comitato istituzionale ha approvato un primo ed un
secondo aggiornamento del Piano. Perchè interessa PS267? perchè amplia l'azione pianificatrice di AdbPo. non si parla più solo di fasce fluviale ma di frane, dissesti, esondazioni, ecc.

5) PAI. Il pai amplia il numero di corsi d'acqua fasciati (e qui che compare l'agogna) ed introduce i "dissesti"
Con deliberazione C.I. 11 maggio 1999 n.01 "ADOZIONE DEL PROGETTO DI PIANO STRALCIO PER L’ASSETTO IDROGEOLOGICO (art.
17, comma 6 ter e art. 18, comma 10, della legge 18 maggio 1989, n. 183) venne adottato il PAI.
Attenzione che il PAI, come un normale strumento di pianificazione è stato adottato come progetto, pubblicato, osservato e adottato definitivamente con delibera C.I. 26 aprile 2001 n.18.
dopo la pubblicazione nel 1999 ci fu un periodo aperto alle osservazioni di soggetti pubblici e privati. E' in questo periodo che si colloca e si
differenzia l'azione della Giunta Pagani. Infatti mentre la stragrade maggioranza delle osservazioni intasarono gli uffici preposti al loro esame (tanto che anche per questo fu modificata la procedura introducendo le conferenze provinciali, L.365 - Soverato) Pagani commissionò ad una società di ingegneria uno studio idrodinamico di dettaglio sui torrenti Agogna e Terdoppio (Studio idrodinamico di dettaglio e messa a punto del Piano per l’Assetto Idrogeologico a scala provinciale dei torrenti Agogna e Terdoppio realizzato dalla Provincia di Novara come
approfondimento, a livello locale, delle indagini e delle valutazioni condotte da questa Autorità, e trasmesso con nota prot. n. 5800 del 14 febbraio 2000). Lo studio suddetto fu redatto sulla base degli stessi criteri con cui erano state redatte le fasce fluviali adottate con la delibera
C.I. 11 maggio 1999 (lo studio di ingegneria era lo stesso che aveva definito le fasce oggetto di osservazione sic! ...) ma fu sottoposto direttamente ad una sottocommissione di AdbPo. Cioè mentre molti sciagurati annaspavano, pochi ben instradati andavano direttamente nelle
stanze dei bottoni. Il risultato è la deliberazione tecnica C.I. n° 10 del 16 marzo 2000 "DELIBERAZIONE N. 1/99 ADOTTATA DAL COMITATO ISTITUZIONALE IN DATA 11 MAGGIO 1999 – VARIAZIONI ALLA DELIMITAZIONE DELLE FASCE FLUVIALI DEI TORRENTI
AGOGNA E TERDOPPIO IN PROVINCIA DI NOVARA".
Nel sito di adbpo è sparito un documento che spiegava dettagliatamente le differenze tra le fasce adottate con delibera C.I. n.1/99 rispetto a quelle adottate con delibera C.I. n. 10/2000, ma in sostanza il documento provava che era un rifacimento parziale ad hoc (o ad personam) per
salvare alcune situazioni particolari (area industriale a Fontaneto d'Agogna, area Cim, Palanastri), riducendo le fasce o introducendo fasce di progetto (convenzionalmente note come B*) in queste zone a discapito di altre in cui le fasce venivano aumentate "a compenso" (in genere le zone a valle delle zone "fatte salve".
Cosa sottaciuta dai più è che le fasce furono modificate solo parzialmente! in sostanza la "messa a punto" era solo parziale; per gran parte
del territorio novarese continuavano (e continuano) a valere le fasce deliberate C.I. n. 1/99.
Cosa scandalosa è che un solo comune fu molto avvantaggiato da una presa di posizione di AdbPo, che per esso solo considerò lo studio idrodinamico di Pagani come "verifica della compatibilità idraulica e idrogeologica delle previsioni degli strumenti urbanistici vigenti con le
condizioni di dissesto presenti o potenziali rilevate ... avvalendosi, tra l’altro, di analisi di maggior dettaglio eventualmente disponibili in sede regionale, provinciale o della Comunità montana di appartenenza" (comma 2 art. 18 NTA PAI).
http://www.adbpo.it/on-line/ADBPO/Home/Pianificazione/DeliberazionitecnichedelComitatoIstituzionale/artCat2000.9.1.200.1.all.html
http://www.adbpo.it/on-line/ADBPO/Home/Pianificazione/Pianistralcioapprovati/PianostralcioperlAssettoIdrogeologicoPAI/Presentazione.html

5bis) Siamo nel 2007, quasi 2008. Le NTA del PAI sono cogenti dal 2001 - 2003 (è diverso il caso delle fasce immediatamente cogenti dai
dissesti per i quali vale http://www.regione.piemonte.it/sit/argomenti/difesasuolo/pianificazione/pai.htm.
I cittadini sono consapevoli di queste "cogenze" oppure lo sono solo gli "addetti ai lavori"?

6) A complicare il quadro si deve tenere conto del "viraggio" di AdbPo verso posizioni più moderne in tema di corsi d'acqua e di pianificazione
di bacino (vedi http://www.adbpo.it/on-line/ADBPO/Home/articolo615.html). In sostanza le "vecchie" definizioni dei criteri di delimitazione delle
fasce sono un pò superati.

Conclusioni

a) il PAI di per sè non ha causato ritardi, bensì i ritardi sono dovuti (credo) ad approcci tecnico-amministrativi non perfettamente centrati. Quando un problema "tecnico" viene trattato come un problema "politico" questi sono i risultati.
b) L'amministrazione non "ottiene" ma "propone" una revisione (variante per le fasce fluviali - quadro del dissesto di maggior dettaglio per il
resto). Il pallino era ed è in mano all'Amministrazione ed è un peccato che la vecchia amministrazione si sia lasciata sfuggire la conclusione dell'operazione "adeguamento al PAI" perchè la conclusione andrà a beneficio dell'amministrazione attuale la quale potrà anche sfruttare al meglio la situazione.
c) la "revisione" non si ottiene con un'opinione, sia pur condivisa, ma con approcci tecnico-scientifici. Ed è forse non aver compreso questo punto la causa dei ritardi.
d) non c'era e non c'è spazio per "ricorsi" per cui non era un atteggiamento produttivo insistere.
e) Bhè se la nuova amministrazione farà ciò che si è proposta allora stiamo in campana.

aggiungo un fatto al punto 5)
Il comune di Borgomanero con d.g.c. n. 273 del 20 ottobre 1999 al punto 2 del deliberato aderì alla proposta formulata dalla provincia di Novara negli incontri del 7.9.99 e 12.10.99 per l'attivazione di uno specifico studio e verifica delle aree afferenti alla fascia fluviale del fiume Agogna volto alla presentazione di osservazioni inerenti il Progetto di Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico all'Autorità di Bacino.
Lo studio di cui si narra è quello che portò alla delibera C.I. n° 10/2000 e che ho richiamato nel precedente intervento.
Avendo deliberato "carta bianca" alla Provincia il Comune difficilmente potè in seguito sostenere l'inadeguatezza di quanto realizzato dalla Provincia medesima!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Aggiungo altro.

Contano le date degli accadimenti.
Nel 1998 il D.L.gs. 112 (bassanini) conferisce funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali in attuazione del capo I della L. 15 marzo 1997, n. 59.

In attuazione del D.lgs 112/98 la Regione con la L.R. 44/2000 conferisce funzioni alle province come già disposto dalla vecchia Legge 142 del 1990 (N.B. è la 142 e non la 124 come si legge nel link che segnalo in seguito)
http://www.regione.piemonte.it/sit/argomenti/difesasuolo/pianificazione/ptcp.htm

Cosa c'entra ? la pagina web linkata è self-explaining.
Con le intese Autorità di Bacino - Provincia si corre il rischio di comprimere la voce dei comuni.

Tornato ai fatti del 2000 in sostanza la giunta Pagani colse l'attimo offerto dal trasferimento di funzioni per svolgere un ruolo forte, del tutto legittimo, precorrendo i tempi.

Aggiungo al post stralci dall'allegato alla deliberazione C.I. n. 10/2000 del 16 marzo 2000.
Sono i commenti alle modifiche apportate.

"...Da Briga Novarese a San Martino. Si rilevano le seguenti modifiche (alle fasce fluviali) - Locali ampliamenti della fascia B con recupero di aree di espansione. - prolungamento della fascia B di progetto presente in sponda sinistra a monte del centro abitato di borgomanero. - introduzione di tratti saltuari di limite B di progetto in sponda destra e sinistra in corispondenza e a valle del centro abitato di borgomanero.
Da San Martino (A26) a Prati di San Clemente:
- a valle dell'attraversamento dell'A26 la fascia B viene ridotta in sponda sinistra tramite l'introduzione di un limite B di progetto, corrispondentemente tale fascia viene ampliata in sponda destra...."

salto un pò e vado alle conclusioni:

"si può concludere che le variazioni proposte lungo il corso del fiume Agogna: - conseguono a conoscenze di maggior dettaglio rispetto a quelle del PAI sia per quanto riguarda la morfologia dei luoghi sia per quanto riguarda la presenza di aree fabbricate e di infrastrutture in fase di realizzazione.
- sono coerenti con gli indirizzi e gli obiettivi del PAI, in particolare si prevede di compensare le zone estromesse dalle aree allagabili con il limite B di progetto con l'indroduzione in fascia B di altre aree adiacenti al corso d'acqua. - l'assetto di progetto definito non comporta incrementi significativi delle portate di piena e non dà luogo ad effetti inaccettabili nè localmente nè sulla situazione a valle".

Gotto ha detto...

In merito al piano di assetto idrogeologico (pai), in base alle notizie raccolte in questo periodo, mi sono fatto il seguente quadro:
Il PAI fa parte della famiglia degli acronimi ed è andato ad occupare spazi fino a pochi anni fa di esclusiva competenza del Piano Regolatore, con cui continua a confinare, influenzandone clima ed economia.
Il territorio del PAI è attraversato da numerosi corsi d'acqua, comunemente denominati "galassini", alcuni dei quali di carattere torrentizio, ma non meno importanti perchè capaci di condizionare lo sviluppo edificatorio almeno nei centocinquanta metri limitrofi: in tali fasce chi vuole costruire può compensare i "vizi" di forma solo in "virtù" di subdelega.
Il PAI si divide sostanzialmente in tre zone:
1) La ZONA DEPRESSA (identificata ai punti a) e b) della classeIII): lo stato depressivo inibisce il desiderio, disincentiva l'iniziativa e rende problematica la riproduzione; in queste aree è impossibile recuperare nuovi spazi abitativi e dare alloggi a nuovi individui: tecnicamente si dice che non è consentito "l'aumento del carico antropico" (nella sostanza significa che non si costruisce nulla di nuovo e non si recupera un cassero). Facile capire perchè questa zona sia abitata principalmente dai "bambaccioni".
2) La ZONA DI SECONDACLASSE (identificata ai punti c),d),e),f)della classeII): riguarda la maggior parte del territorio e quindi dei cittadini che vi abitano; come tutti i servizi di seconda classe richiede costi spesso non paragonabili ai benefici ottenuti. Nei terreni di questa zona conviene coltivare soprattutto amicizie con geologi e portare queste amicizie a livello di relazione (geologica): potrebbe sempre tornare comoda.
3)La ZONA EROGENA (identificata chiaramente al PUNTO G, classeI): risulta roccogliere le aree più ambite, perchè di GODIMENTO immediato, senza vincoli e limitazioni; tra queste aree rientrano certamente quelle che produrranno lo sviluppo del Comune (le nuove aree edificabili) e, come tali, sono soggette alle attenzioni di numerosi studi (più tecnici che scientifici): ................(spazio da completare inserendo per elencazione i primi studi tecnici locali che vengono in mente).

Lunedì 19 novembre, santi massimiecali.