lunedì 14 maggio 2007

aree non edificabili a San Marco

Il gruppo "città per l'uomo" distribuisce un volantino nella frazione di San Marco in cui allarma i cittadini sul fatto che alcune zone sono "sorprendentemente" sottoposte a vincolo in quanto aree di esondazione del torrente Agogna (con cartina allegata). Il tutto presentato come una penalizzazione di San Marco da parte della cattiva amministrazione comunale.
Ciò che il volantino non dice è che le aree di esondazione (molto discutibili come ho già scritto nel messaggio sul piano regolatore) sono state definite dal piano idrogeologico fatto dalla Provincia di Novara, all'epoca del presidente Pagani (centro destra).
Il Comune di Borgomanero ha contestato il piano idrogeologico, ma non può non tenerne conto nella redazione del piano regolatore. Per chi vuole approfondire, ci sono state ampie discussioni in consiglio comunale.

2 commenti:

Giuseppe Cerutti ha detto...

Caro Giuseppe,
sono Peppino Cerutti, un Consigliere Comunale uscente come te, e desidero rispondere a quanto hai scritto nella discussione "Aree non edificabili a San Marco".
Anche le tue considerazioni sulle aree di esondazione concordano con le mie e certamente hai condiviso con me la necessità di discuterle con il Magistrato del Po, autore del cosiddetto PAI.
Dissento sul fatto che il Comune di Borgomanero abbia contestato tale piano, invece lo ha subito e ha accettato le decisioni del tavolo di concerto regionale Giunta Bresso (centrosinistra)
Con amicizia e stima
Giuseppe Cerutti

Giuseppe Volta ha detto...

Caro Onorevole,
il fatto che l'attuale PAI sia penalizzante e da ridiscutere è stato condiviso in consiglio comunale praticamente da tutti.
Riguardo alla posizione del comune cercherò di essere più preciso.
Il primo PAI era molto migliore.
A seguito di uno studio commissionato dal presidente della provincia Pagani (centrodestra) alla società IDRODATA è stato rivisto in senso sfavorevole a Borgomanero (e secondo alcuni favorevole all'area industriale di Fontaneto).
Il comune ha presentato delle controdeduzioni alla giunta Ghigo che non sono state accolte.
Per non vincolare il piano regolatore ai tempi (troppo lunghi) di soluzione di questa questione, il comune ha deciso di proseguire con il PRG prendendo atto.
Nel frattempo però ha commissionato uno studio al prof. Baldassarre Bacchi (ordinaario dell'Università di Brescia) per meglio supportare i propri argomenti.
Lo studio è stato completato, prevede una revisione delle portate e di conseguenza anche delle aree di esondazione. Il nuovo studio è già stato inviato al magistrato del Po e alla regione Piemonte per chiedere la revisione del PAI.
L'origine del problema quindi sta sicuramente fuori da Palazzo Tornielli. Sulle strategie migliori per affrontarlo ci possono essere naturalmente opinioni diverse, ma io credo che il comune abbia fatto la sua parte con impegno e pragmatismo.
Con altrettanta stima ed amicizia