venerdì 28 settembre 2007

pranzo benefico domenica 7 ottobre

ricevo da Sergio Vercelli e volentieri pubblico:

Domenica 7 ottobre presso il tendone di San Bernardo, in via Colombaro a Borgomanero ci sarà un pranzo benefico in occasione dell'incontro con Loredana Lucernoni. Ella porterà la testimonianza della propria vita con il figlio Luca, un ragazzo della provincia di Macerata che ora non c'è più, morto a 16 anni e 8 mesi, dopo una vita che, a occhi estranei e miopi, pareva da handicappato; invece è stata per molti, ma innanzitutto per sua madre, un tempo solare. E lei ha continuato a parlare con suo figlio, scrivendogli lettere piene d'amore, successivamente raccolte in un libro che ha per titolo una domanda: “Si può amare un figlio solo per il fatto di essere tale?”.
Al pranzo sarà presente anche Bruno Maggiolo, giornalista, autore del libro "Oggi in Kosovo" e volontario in Kosovo per l'associazione CAV che racconterà la non facile esperienza nella città di Mitrovica, divisa in due tra serbi ed albanesi.

Il ricavato del pranzo (costo 15 euro, gratis per i bambini fino a 10 anni) sarà devoluto per la costruzione di una casa per orfani a Bujumbura, in Burundi, legata alla famiglia di Luca ed all’associazione CAV-K (Coordinamento Associazioni di Volontariato per il Kosovo).

8 commenti:

Aiutiamo l'Italia! ha detto...

Non sarebbe meglio aiutare prima le povere famiglie di Italiani che sono in mezzo ad una strada prima di pensare mandare aiuti all'estero. Bel gesto di generosità senza dubbio, ma discutibile la destinazione.

Anonimo ha detto...

Da quando c'è la graduatoria dei poveri da aiutare?

Preferisco pensare in positivo. Ogni percorso parte spesso in modo casuale, sia che vada all'estero o che rimanga in Italia. Ognuno segua il proprio, quello verso cui si sente più portato e non ci sarà bisogno di scegliere chi è maggiormente degno di ricevere il nostro aiuto. Il mare non fa preferenze tra le gocce...

Massi

TERZO MONDO! ha detto...

Ok iun discorso non fa' una grinza, è come mangiare davanti a uno che è a dieta.
Lasciamo che siano iniziative benefiche del Burundi a mandare gli aiuti umanitari alle povere famiglie di italiani in mezzo la strada.
Pensieri come questo mandano l'Italia in frantumi, ecco perchè non esiste più il valore di difesa della Patria. Complimenti!

Gotto ha detto...

Un giorno avevo deciso di dare una piccola somma in beneficenza. Telefonando ad amici ed amici di amici ero riuscito a mettermi in contatto con un sacerdote italiano missionario in Burundi, che mi aveva aggiornato sulla tragica situazione del posto, specie per i bambini orfani di guerra. La causa sembrava nobile, ma poi mi sono detto:"Non sarebbe meglio pensare prima ai problemi di casa nostra senza complicarmi la vita a cercarne altri?". Così ho iniziato a contattare telefonicamente enti ed associazioni operative sul territorio nazionale; più telefonavo, più mi accorgevo di quanto l'Italia fosse vasta e i problemi importanti e ciò non mi aiutava nella scelta. Ho quindi pensato di limitare ulteriormente il mio campo di ricerca, cominciando a telefonare ad associazioni regionali, poi provinciali, poi comunali....e mi è venuta questa idea: "e se donassi la somma a quell'anziano mio dirimpettaio che fa fatica a tirare a fine mese con la sua pensione minima? Mangiare vedendolo dalla finestra è come mangiare davanti a uno che è a dieta". Mi sembrava un'ottima soluzione: potevo consegnare il mio contributo "brevi manu", evitando pericolosi passaggi intermedi. Non convinto ancora fino in fondo avevo però deciso di prendere tempo, quasi aspettassi un segnale dall'alto. Il segnale arrivò veramente: l'ultima bolletta del telefono, a causa delle ultime lunghe chiamate, era più cara delle bollette precedenti proprio della somma che mi ero promesso di destinare in beneficenza. Il messaggio era chiaro: "Prima i problemi di casa nostra"; avevo la soluzione sotto gli occhi e non la vedevo. Nel mio piccolo avevo salvato la Patria.

Anonimo ha detto...

gotto forever, yu ar mai aidol.
Voglio essere la patria per essere difeso da te.
firmato: l'ammiratore di vecchia data

Da bimbo credevo alle Favole! ha detto...

Penso che potrebbe anche un po' pensarci la chiesa a soddisfare le esigenze delle tribu' indigene Africane. Se solo vendesse la Basilica di San Pietro sfamerebbe la fame nel Mondo.
Altro che Regime di povertà... lusso, oro, marmo, granitici mausolei, nefaste opere architettoniche... POVERINI!
La società Italiana non fà nulla per abbattere la sorta di immatricolazione che riceve con il Battesimo. Ebbene io da italiano non mi sento cattolico!
Sig. Gotto di fronte all'Egoismo di chi dovrebbe insegnarci a convivere con il prossimo. Essere diversi è difficile, e vien meglio pensare ai propri cari, o al max ai propri amici in difficoltà. Più km fà il denaro e più non si sà dove va a finire! Da persona razionale e di mondo, non credo più alle favolette. Associazioni serie in grado di dare concreti aiuti...Mi avvisi quando la troverà!

Giuseppe Volta ha detto...

Associazioni serie, in grado di dare concreti aiuti ce ne sono. Per esempio l'incontro di domenica era organizzato da Sergio Vercelli, che non si limita a raccogliere i soldi e spedirli da qualche parte in una busta ma conosce bene le realtà a cui porta aiuto e spesso gli aiuti li porta di persona.

Se uno vuole fare benficienza la fa. A favore di chi vuole, senza classifiche, come dice Massi, e senza bisogno di spiegare perchè ha beneficiato tizio invece di caio (la difesa della Patria cosa c'entra poi?). Se invece non la fa non c'è bisogno di giustificarsi affermando che farla è inutile.

Anonimo ha detto...

La patria c'entra, perchè se i bambini del Burundi mangiassero bene, potrebbero diventare bravi a calcio, qualificarsi per i mondiali del 2014 e battere i nostri (che avranno solo gente del Toro o comunisti come Lucarelli). Pensieri come questo mandano l'Italia in frantumi!